Francesco Clemente alla Triennale: la mostra "In-between"

Oltre 70 opere e 50 anni di carriera: a Milano torna il maestro della Transavanguardia con una retrospettiva imperdibile

26.06.26

Sono andata a vedere con colpevole ritardo la grande mostra che la Triennale di Milano dedica a Francesco  Clemente, ma ho avuto il privilegio di potermela gustare a lungo, da sola (il motivo: mi trovavo lì, dopo l’orario di chiusura, perché era la sera in cui il CdA dell’importante istituzione milanese si sarebbe seduto in prima seduta per eleggere il suo nuovo presidente: Vincenzo Trione. A proposito, con lui Cottura Creativa ha a lungo discusso della sua mostra Metafisica/Metafisiche: trovate la conversazione nel nostro canale youtube).

Francesco Clemente in his studio in New York, May 2026 Photo credit: © Jeannette Montgomery Barron Francesco Clemente in his studio in New York, May 2026 Photo credit: © Jeannette Montgomery Barron

Bene, questa esposizione abita “lo spazio intermedio”, quello della soglia: mi pare perfetta per questi tempi complessi.

Breve bio di Francesco Clemente, uno dei nostri grandi maestri, giusto per rinfrescare la memoria: nasce a Napolo nel ’52, nel 1970 ha studiato architettura alla Sapienza di Roma prima di dedicarsi all’arte. Tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta, in un periodo in cui la pittura era stata dichiarata obsoleta, il lavoro di Clemente ha svolto, almeno in Italia, un ruolo significativo nella rinascita di questa forma d’arte. Dopo essersi trasferito a New York negli anni Ottanta, Clemente ha aperto la strada, attraverso il suo stile di vita nomade, a un’esistenza artistica capace di muoversi a diverse latitudini.  Ecco quindi ben spiegato il titolo di questa personale alla Triennale: in-between, inteso non solo come mera condizione biografica, ma come pittura concepita come perenne metamorfosi tra l'interiore e l'esterno, il sensuale e lo spirituale, il concettuale e il percettivo (la mostra si può visitare fino al 6 settembre: merita).

Curata da Francesca Pietropaolo con Robert Storr, in partnership con la Vito Schnabel Gallery di New York e St. Moritz, è la prima retrospettiva dedicata al maestro della Transavanguardia in Italia da oltre quindici anni (l'ultima, pensate, risaliva al 2009 al Madre di Napoli!) nonché della prima grande rassegna in un’istituzione pubblica a Milano, città che per Francesco Clemente fu cruciale e feconda negli anni della sua formazione. Perché in Triennale e non, ad esempio, la Museo del Novecento? Questo progetto si inserisce in un percorso di valorizzazione dell'arte italiana promosso da Triennale e curato da Damiano Gulli, volto a indagare i protagonisti capaci di muoversi trasversalmente tra mezzi, tecniche e discipline. Francesco Clemente è certamente tra questi.

Francesco Clemente: In Between Exhibition view,  5-14-2020, 2020  Two Painters, 1980  Self-Portrait, 1982, Foto /Photo Delfino Sisto Legnani- DSL studio © Triennal
Francesco Clemente: In Between Exhibition view My Journey, 1982 My Parents, 1982 Terreiro I-XII, 2007 Initiation, 2006 Foto /Photo Delfino Sisto Legnani- DSL studio © Triennale Milano
Francesco Clemente: In Between Exhibition view, Self-Portrait in a Better World IV, 2025 Self-Portrait in a Better World III, 2025 Self-Portrait in a Better World II, 2025 Self-Portrait in a Better World VI, 2025 Foto /Photo Delfino Sisto Legnani- DSL stu
Francesco Clemente: In Between Exhibition view,  Two Painters, 1980  Self-Portrait, 1982  Porta Coeli, 1983  Equator (The Midnight Sun III), 1982  Wheel of Dharma, 1983  My House, 1982  Feet, 1981, Foto /Photo Delfino Sisto Legnani- DSL studio © Triennale

Il percorso espositivo, organizzato in stretta collaborazione con l’artista e scandito da prestiti di prestigiose collezioni pubbliche e private (come il Virginia Museum of Fine Arts e la Peter Marino Art Foundation), riunisce circa 70 opere che ripercorrono oltre 5 decenni di attività. Ne emerge un ritratto proteiforme e programmaticamente non lineare. Piuttosto che procedere per evoluzioni consequenziali, l’universo visivo di Clemente tende a irradiarsi in una molteplicità di direzioni e di questo la mostra milanese rende preziosa testimonianza: dal disegno all’acquerello, dal pastello all’affresco, fino alla pittura a olio e al libro d’artista.

L'itinerario, liberamente cronologico, si apre con una serie di storici autoritratti che introducono il tema della trasformazione dell'identità: da Autoritratto con oro (1979) e Self-Portrait with Bird (1980), fino al recente ed evanescente After a Poem (2024). Da qui, la mostra documenta le geografie culturali di un artista cosmopolita per definizione, incline a ibridare il misticismo occidentale (cristiano ed ermetico) con le filosofie orientali e i rituali sincretici afro-brasiliani. L'incontro fondamentale con l'India, datato 1973, rivive in capolavori come Two Painters (1980, un pezzo davvero notevole) e nelle serie contemporanee come Devigarh (2017).

Francesco Clemente Autoritratto con oro, 1979 Ink and mixed media on paper mounted on canvas, 211 x 353 cm (83 7/16 x 139 in.) © Francesco Clemente. Photo courtesy of Clemente studio
Francesco Clemente 5-14-2020, 2020 Pigment on canvas 93 x 78 inches (236.2 x 198.1 cm) © Francesco Clemente; Photo by John Berens; courtesy the artist and Vito Schnabel Gallery
Francesco Clemente Devigarh VI, 2017 Watercolor and miniature on paper, 45.7 x 61 cm (18 x 24 in.) © Francesco Clemente. Photo courtesy of Clemente studio
Francesco Clemente Winter Flowers in Spring II, 2025 Milk paint and ink on canvas 115 1/2 x 193 inches (293.4 x 490.2 cm) overall ©Francesco Clemente; Photo by Argenis Apolinario; courtesy the artist and Vito Schnabel Gallery

Altrettanto cruciale è la New York del 1981, dove Clemente stabilì lo studio in cui lavora ancora oggi, inaugurando una straordinaria rete di complicità creative. In mostra spicca Saxophone (1984), straordinario lavoro a sei mani creato insieme a Jean-Michel Basquiat e Andy Warhol, accanto ai preziosi libri d'artista realizzati con il poeta beat Allen Ginsberg, come Images from Mind and Space (1983).

E se una sezione rilevante del percorso è dedicata all’arte del ritratto (con una serie di composizioni dedicate ad Alba, moglie e musa), non si elude il confronto con il presente: se 5-14-2020 (2020) reca le tracce del dramma della pandemia, il recente Winter Flowers in Spring II (2025) suggella la poetica dell'intera rassegna, riaffermando la convinzione di Clemente che, anche nell'inverno profondo del mondo, la bellezza possa sempre trovare un varco per affiorare

Immagine di copertina: Francesco Clemente: In Between
Exhibition view
Winter Flowers in Spring II, 2025
A Poppy Heavy with Its Fruits and The Rain of Spring 3-2-2021, 2021 Birthday Self-Portrait, 2001 5-14-2020, 2020
Autoritratto con oro, 1979
Two Painters, 1980
Foto /Photo Delfino Sisto Legnani- DSL studio © Triennale Milano

Milanese, giornalista professionista, mamma di due gagliarde adolescenti, ama raccontare il bicchiere mezzo pieno della vita, senza trascurare eventuali depositi sul fondo. Da quindici anni si dedica con passione alla cronaca culturale, italiana e internazionale, e firma interviste per alcune delle principali testate italiane. Fissata da sempre con l’arte contemporanea, è anche una travel addicted iper-organizzata. Ultimamente ha tradito la corsa con il pilates. 

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