Parma 360: Il Decennale della Luce. Un’Architettura Diffusa tra Memoria e Algoritmo
Parma360 celebra i suoi dieci anni con un festival diffuso che intreccia fotografia, installazione e intelligenza artificiale, trasformando la città in un dispositivo contemporaneo tra memoria storica e sperimentazione visiva
Parma si conferma laboratorio del contemporaneo con la decima edizione di Parma 360 Festival, dal 18 aprile al 2 giugno 2026. Siamo andati alla preview della rassegna di arte diffusa che, anno dopo anno, ha saputo scardinare la percezione di una città tradizionalmente legata al suo glorioso passato ducale per proiettarla nelle traiettorie della ricerca visiva internazionale.
Sotto la direzione scientifica e curatoriale di Chiara Canali e Camilla Mineo, entrambe formatesi all’Università di Parma, che fino al 2009 era sotto l’egida di Arturo Carlo Quintavalle, di cui conservano il rigore metodologico applicato in particolare alla fotografia.
Il festival celebra un traguardo che è insieme bilancio e manifesto, con la luce come filo conduttore: LUX. Visioni sulla luce.
Dopo l’indagine sulle “memorie” o “Homo Deus”, su “passaggi e paesaggi” o sul “tempo” delle precedenti edizioni, il tema portante di quest’anno tratta la “luce” sia come fenomeno fisico sia come strumento conoscitivo e dispositivo semantico che attraversa una pluralità di linguaggi: dalla fotografia storica alle frontiere dell’intelligenza artificiale. Come Cottura Creativa non possiamo che essere interessati a queste modalità operative e intenti, che raccontiamo direttamente “dal campo”.
La formula vincente rimane la contaminazione: un dialogo serrato tra grandi maestri e talenti emergenti (under 35), capace di attivare oltre 50 luoghi del tessuto urbano attraverso il “Circuito Off”, coinvolgendo spazi non convenzionali, bar e luoghi storici spesso sottratti alla pubblica fruizione.
Punto nodale del percorso espositivo, da cui partiamo, è l'intervento site-specific all'interno del “Torrione Visconteo”, fortificazione del 1300 che riapre al pubblico per ospitare il progetto multimediale Del Sublime. Qui, l’artista Nicola Evangelisti, insieme a Silvia Serenari (duo ES), ha dato vita a un’installazione che si sviluppa sulla verticalità della torre.
Il processo creativo si fonda sul concetto di "Sublime" tecnologico, dove la luce dialoga con il suono, con la scienza e la filosofia, per generare un ambiente immersivo.
Le opere, che spaziano dai rimandi alla natura — fulmini e geometrie frattali — riescono a far coesistere l'ancestrale della ceramica con l'innovazione delle stampe digitali, creando un ponte tra materia e immaterialità. Si trovano riferimenti suggestivi alla retina dell’occhio, trattata come un rosone di una chiesa, elementi che raccolgono la luce ridandole attivazione e un ruolo centrale. Una sinergia e sinestesia tra arti e linguaggi del contemporaneo, tra tradizione e tecnologie, che desta il nostro interesse anche come new media attenti alle urgenze dell’arte contemporanea.
Proseguiamo alla Galleria San Ludovico, con l'esposizione Morphology Light, curata da Chiara Canali, “viaggio nella forma della luce” che si propone come un attraversamento immersivo della ricerca di Antonio Barrese, figura centrale nel panorama della sperimentazione artistica italiana tra arte, design, percezione visiva e cultura scientifica. Il progetto mette in luce (in senso letterale e concettuale) uno dei nuclei fondanti del suo lavoro: l'indagine sulla luce come materia plastica, come fenomeno fisico e come struttura percettiva capace di generare forma. In una chiacchierata molto piacevole con il maestro, di cui potete vedere un estratto anche nei nostri reel sui canali social del festival e di Cottura Creativa, mi racconta della sua indagine e del percorso che si è sviluppato in un periodo molto fertile dell’arte e della cultura italiana, con Milano come epicentro, dove conosce Bruno Munari. Entrambi operano nel panorama milanese dagli anni '60, ricorda con una luce brillante negli occhi e una velata nostalgia, in un momento in cui “tutto sembrava a portata di mano”. Barrese considerava Munari, insieme ad altri maestri come Enzo Mari, un punto di riferimento culturale e personale, uniti dall'amicizia e dalla ricerca sull'arte programmata, cinetica e sulla percezione visiva, e dalla cifra creativa che indaga il rapporto tra arte, tecnologia e design, con Munari come precursore (Macchine Inutili, Polariscop) e Barrese come esponente del Gruppo MID (Movimento Immagine Dimensione) negli anni '60-'70.
Tra Illustrazione e Nuove Tecnologie, alla Casa del Suono.
Il festival dimostra una particolare sensibilità verso la ricerca generativa con la mostra SYNTHETIC HORIZONS, nuove geografie dell’intelligenza artificiale, ambito molto caro a Chiara Canali, che già nel 2004 ha co-curato presso lo IULM di Milano la prima mostra collettiva in Italia dedicata all’AI.
Qui troviamo sei artisti under 35 che si interrogano sul confine tra autorialità umana e computazionale. Tra questi spicca Andrea Crespi, fresco del successo milanese che avevamo già avuto modo di recensire, che presenta un ritratto generativo di grande impatto, insieme alla ricerca del giovane artista ravennate Svccy, a testimonianza di una curatela che non teme di confrontarsi con gli algoritmi. Da questi giovani ricercatori emerge una spiccata voglia di indagare un potente strumento, che però soffre ancora del fatto di essere agli albori di un percorso di innovazione tecnologica in fase sperimentale, ma che sicuramente muterà e ci riserverà ancora molte sorprese.
Si prosegue in città con la mostra personale di Michael Kenna, Il fiume Po. “Scritture di luce”, a cura di Sandro Parmiggiani, ospitata a Palazzo Pigorini, che presenta 70 delle 100 fotografie che compongono il libro Il fiume Po (Corsiero editore), che raccoglie uno dei progetti più significativi che il grande fotografo inglese abbia dedicato all’Italia.
Fotografie in bianco e nero, rigorose, rarefatte o percepibili come delle visioni, con una luce magica e speciale. Realizzate nell’arco di dodici anni, dal 2007 al 2019, le immagini seguono il corso del maggiore fiume italiano, grazie a una lunga frequentazione del territorio e a un rapporto costruito con il fiume stesso e i suoi paesaggi. Un processo creativo di senso e rigore, che si svolge “in situ” e che riesce a restituire una evidente differenza qualitativa rispetto a operazioni “one shot”.
Completano il quadro la mostra QUADRIFLOUX e l’inchiostro divenne luce, visibile a Palazzo Pigorini, a cura di Piergiuseppe Molinar, che nasce da un’idea semplice e radicale: l’inchiostro non deve limitarsi ad assorbire la luce, ma può generarla. In particolare l’inchiostro fluorescente, che sotto la luce wood accende e espande le opere.
E la mostra UNA NUOVA LUCE, illustrazioni di Jean Mallard, Clément Thoby, Florian Pigé, Draw The Light, riunisce per la prima volta in Italia tre dei più interessanti talenti dell’illustrazione francese.
Itinerari e luoghi diversi, a conferma di un festival che non è solo una rassegna, ma un’operazione di rigenerazione ed esplorazione urbana in un decennio di visione. Un “marketing territoriale” fatto bene, dove arte e cultura hanno un ruolo centrale e di protagonismo.
Parma 360 ha colmato un vuoto nel territorio, educando lo sguardo dei cittadini a temi come identità, memoria e futuro, riaprendo luoghi dimenticati e valorizzando l'architettura storica attraverso il linguaggio del presente. Canali e Mineo hanno dimostrato che il contemporaneo non è un’aggiunta posticcia, ma una necessità vitale per rileggere la storia stessa di Parma.
Immagine di copertina: Portrait Antonio Barrese ph. Stefania Gaudiosi
Christian Gancitano è un agitatore culturale, curatore d’arte indipendente e urban art specialist. Direttore artistico di Spaghetti Boost, si dedica a progetti contro la dispersione scolastica e la povertà educativa, promuovendo la rigenerazione urbana attraverso la street art in quartieri milanesi come NOLO, Via Padova e Lambrate. Con la casa editrice Rizzoli è autore e curatore per nuove edizioni di classici, ma anche di libri contemporanei come Sono io Amleto di Achille Lauro, Le strade parlano – una storia d’Italia scritta sui muri di Marco Imarisio e SWAG: autobiografia e pensieri di Bello Figo. Ha collaborato con alcune delle agenzie di comunicazione più importanti in Italia e scrive per Artuu Magazine e Billboard Italia.